Finale assegnata a Tavolino? Il caso della Coppa d’Africa 2025
- 3 apr
- Tempo di lettura: 4 min

Articolo a cura di Pietro Guerini
Revisionato da Matteo Biasetti
I fatti
La finale della Coppa d’Africa 2025, disputata il 18 gennaio 2026 allo stadio “Principe Moulay Abdallah” di Rabat (Marocco), ha visto affrontarsi Marocco e Senegal. La partita, vinta sul campo dagli ospiti con gol di Pape Gueye al minuto quarto del primo tempo supplementare, è stata oggetto di forte discussione.
Infatti, a seguito dell’assegnazione di un rigore nei minuti di recupero dei tempi regolamentari al Marocco non gradito agli avversari, una parte di questi, guidati dal commissario tecnico Thiaw, ha abbandonato il terreno di gioco per poi rientrare grazie al carisma del capitano Sadio Mané. Il rigore, poi fallito miseramente da Brahim Diaz, ha segnato la conclusione dei tempi regolamentari. Il resto è storia.
Tuttavia, lo spettacolo offerto dalle due squadre non ha messo in buona luce il calcio africano: dalla violenza, all’intralcio al Var di giocatori e membri dello Staff ai (virali) tentati furti di asciugamani a Mendy, portiere del Senegal.
Ricorso e controricorso
Segue il ricorso del Marocco, basato sulla violazione, da parte del Senegal, del regolamento della Coppa d’Africa. Nello specifico, la squadra che “rifiuta di giocare o lascia il campo prima della fine della partita sarà punita con la sconfitta a tavolino e la squalifica dalla competizione” (articoli 82 e 84).
La Confederazione africana di calcio (Caf) ha accolto il ricorso presentato dalla federazione marocchina – la cui unica intenzione era “richiedere l'applicazione del regolamento di gara” –, assegnando al Marocco la vittoria a tavolino per 3-0.
Di seguito la sentenza della Corte d’Appello della Caf, pronunciata il 18 marzo 2026:
“Il ricorso presentato dalla Federazione del Marocco è dichiarato ammissibile nella forma e il ricorso è accolto. Il Comitato d'Appello della CAF ritiene inoltre che la condotta della squadra senegalese rientri nell'ambito di applicazione degli articoli 82 e 84 del Regolamento della Coppa d'Africa. Si dichiara che la Federazione del Senegal, attraverso la condotta della sua squadra, ha violato l'articolo 82 del regolamento della Coppa d'Africa. In applicazione dell'articolo 84 del Regolamento della Coppa d'Africa, la squadra del Senegal viene dichiarata sconfitta a tavolino, con il risultato finale di 3-0 a favore della Federazione del Marocco.”
Festa grande nelle strade da una parte; di contro, il Senegal ha annunciato un ulteriore ricorso presso il Tribunale arbitrale dello sport (Tas).
Il Tas
Il Tribunale arbitrale dello sport, istituito nel 1984, è un organismo autonomo, con sede a Losanna (Svizzera), che ha giurisdizione su controversie giuridiche, regolamentari e finanziarie in materia di sport. Tale competenza è dovuta alle clausole arbitrali presenti in ambito sportivo, che fanno del ricorso all’organo una vera e propria prassi.
Fanno parte dell’ente oltre trecento arbitri, le cui sentenze, inappellabili, dettano norme e principi generali che rientrano nella c.d. lex sportiva, ossia l’insieme (transnazionale e autonomo) di norme, regolamenti e principi giuridici che disciplina l'ordinamento sportivo globale, indipendente dagli ordinamenti statali.
Gli sviluppi
Dunque, in una delle prossime sedute (ancora da calendarizzare), il Tas si pronuncerà sulla controversa Coppa d’Africa 2025.
Per il Senegal, l’unica difesa sembra la dimostrazione che l’abbandono del campo sia stato solo una forma di “provocazione temporanea”, che quindi non integra la condotta punita dal regolamento. Diversamente, ossia se il Tas conferma l’orientamento della Caf, il Senegal sarà escluso dalla prossima edizione della Coppa d’Africa, in programma per il 2027, con partite tra Kenya, Tanzania e Uganda.
Nel mentre, il governo di Dakar parla di “tentativo di espropriazione ingiustificato” e sospetta episodi di “corruzione all'interno degli organi direttivi della Caf”, ponendo le speranze in una decisione favorevole del Tas. La questione assume quindi anche una forte valenza politica.
I calciatori senegalesi, in particolare il capitano Koulibaly, hanno ribadito la propria posizione con delle storie su Instagram: il trofeo appartiene alla loro Nazione e quindi né questo, né le medaglie saranno restituite alla Caf (e quindi al Marocco). Tantomeno il Senegal ha intenzione di rendere il cospicuo premio assegnato (e già versato) a suo tempo alla squadra vincitrice, che ammonta a dieci milioni di dollari. Almeno per ora.
Un caso simile: Romania-Kosovo
Qualcosa di simile (se non analogo) è avvenuto il 15 novembre 2024, nella partita, valevole per la fase a gironi della Nations League tra Romania e Kosovo, finita 0-0. Nello specifico, gli ospiti hanno abbandonato il campo intorno al novantesimo minuto per via di cori e bandiere simpatizzanti la Serbia provenienti dai tifosi rumeni (cui sono seguite pesanti multe). Anche in quel caso è stata comminata, dal comitato disciplinare UEFA, la sconfitta a tavolino per 3-0 ai danni del Kosovo, “per essere ritenuto responsabile del mancato completamento della partita”.
Conclusione
Ritornando alla Coppa d’Africa 2025, l’esito della turbolenta vicenda sembra essere quello della conferma, da parte del Tas, della decisione della Caf, dal momento che quella del Senegal è la violazione di una cosiddetta black-letter rule. La vicenda pone al centro il ruolo dell’arbitrato come risoluzione alternativa delle controversie (anche) sportive, spesso più funzionale rispetto al ricorso ad un giudice tradizionale e certamente in ascesa.
Bibliografia
https://www.internazionale.it/ultime-notizie/2026/03/18/coppa-africa-assegnata-al-marocco-a-tavolino

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