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L'impero di Giorgio Armani

Aggiornamento: 29 nov 2025

Articolo a cura di Matteo Biasetti

Revisione a cura di Carlo Matarazzo


Introduzione

Lo scorso 4 settembre si è spento, dopo una lunga malattia, Giorgio Armani, all’età di 91 anni. Il Gruppo Armani ha comunicato la scomparsa “del suo ideatore, fondatore e instancabile motore. In 50 anni di storia dell’azienda, Giorgio Armani ha sempre fatto dell’indipendenza il proprio segno distintivo”.

Con un patrimonio di circa 11 miliardi di euro, il terzo uomo più ricco d’Italia ha lasciato in eredità il Gruppo da lui fondato, con un fatturato di oltre 2 miliardi di euro annui e una rete globale di oltre 500 negozi con più di 8000 dipendenti.

Il testamento dello stilista ha affidato il futuro della maison alla Fondazione Giorgio Armani, già costituita nel 2016 per garantirne la continuità. Alla Fondazione va l’intero pacchetto azionario, con la piena proprietà del 9,9% e la nuda proprietà del restante 90%, mentre i diritti di voto sono in parte attribuiti a Pantaleo Dell’Orco e ai nipoti Silvana Armani e Andrea Camerana.

Inoltre, Armani ha tracciato un piano preciso, avendo programmato nei prossimi anni l’ingresso graduale di un grande gruppo internazionale del lusso o, in alternativa, la quotazione in Borsa, con la Fondazione sempre titolare di almeno il 30,1% delle quote.

La storia del Gruppo Armani

Il 24 luglio 1975 Giorgio Armani e Sergio Galeotti fondano la Giorgio Armani S.p.A.; l’anno seguente, alla linea maschile si affianca quella femminile. In quel periodo vengono presentate le prime collezioni prêt-à-porter, e in poco tempo Armani è già un successo: nel 1978 Diane Keaton, vincitrice del premio Oscar, veste Armani, e nel 1980 Armani crea il guardaroba per il film American Gigolo, dando inizio alla collaborazione con Hollywood. Vengono successivamente lanciate le linee Emporio Armani e Armani Jeans, e nel 1982 viene lanciato il primo profumo femminile del marchio.

Nel 1983 apre la prima boutique Giorgio Armani a Milano, e l’anno seguente arriva la prima maxi-affissione sempre a Milano. Lo stesso anno inizia la collaborazione con il Fondo Ambiente Italiano (FAI). Nel 1991 Armani arriva oltreoceano: viene lanciata la nuova linea con l’apertura del negozio A|X Exchange a Soho, New York. Nel 1997 viene lanciata la linea orologi Emporio Armani, e l’anno seguente apre il primo Emporio Armani Caffè a Parigi.

Nel 2000 apre il primo concept store, che include il nuovo negozio Armani/Casa, in aggiunta ai brand del gruppo già presenti. Lo stesso anno apre anche il ristorante Armani/Nobu. Inoltre, il museo Solomon R. Guggenheim di New York dedica a Giorgio Armani una mostra per i suoi 25 anni di carriera: in seguito, la mostra diventerà internazionale: Bilbao, Berlino, Londra, Roma, Shanghai e Tokyo. Successivamente vengono lanciate altre linee come Armani Collezioni e Giorgio Armani Cosmetics.

Nel 2001 viene inaugurato il nuovo Armani/Teatro, e l’anno seguente a Hong Kong apre il concept Armani/Chater House. Inoltre, lancia la linea gioielli Emporio Armani e Armani Dolci. Nel 2003 apre anche il primo club Armani/Privéa Milano. Nel 2004 apre il concept store Armani/Three on the Bund a Shanghai e debutta a Parigi la collezione di alta moda Giorgio Armani Privé.

Nel 2008 acquisisce la quota di controllo della società Olimpia Milano, storica squadra di basket milanese. Nel 2010 apre il primo Armani Hotel a Dubai e l’anno successivo a Milano. Nel 2012 EA7 Emporio Armani diventa Official Outfitter del Team Italia per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Londra.

Nel 2013, in occasione di Milano Moda Uomo, Armani/Teatro apre per la prima volta le sue porte e ospita per numerose stagioni le collezioni di stilisti emergenti. Per celebrare i 40 anni della sua carriera, viene inaugurato lo spazio espositivo Armani/Silos.

Nel 2016 viene istituita la Fondazione Giorgio Armani, con lo scopo di sostenere progetti di interesse pubblico e sociale e garantire la stabilità e la continuità della governance del Gruppo anche in futuro. Nel 2017 presenta Armani/Laboratorio, un workshop di formazione cinematografica dedicato ai giovani talenti. Nel 2021, oltre all’apertura del primo A|X Armani Exchange a Milano, viene lanciata la linea di alta orologeria svizzera “Giorgio Armani 11”.

In varie occasioni, Giorgio Armani ha organizzato serate in tutto il mondo: ilOne Night Onlya Pechino, Londra, Roma, New York, Parigi, Venezia e Dubai.

Il Gruppo Armani oggi

I principali marchi del gruppo sono tre: Giorgio Armani, Emporio Armani e Armani Exchange. La collezione Giorgio Armani comprende abiti, accessori, orologi e occhiali; essa risponde alle esigenze di una clientela sofisticata e selettiva. La linea Emporio Armani rispecchia le caratteristiche di eleganza dell’estetica Armani, con un toccocontemporaneo: dalla linea sportiva, al formale, fino all’elegante, questa linea si rivolge a target diversi di clientela. Le collezioni A|X Armani Exchange propongono infine capi e accessori versatili: esse offrono un modo di vestire alternativo, rispecchiandosi nella street culture.

Passando all’assetto societario, la società fondata nel 1975 è Giorgio Armani S.p.A., la quale opera nel campo della moda, del design e del lusso. Essa funge da capogruppo del Gruppo Armani, svolgendo ulteriori attività come titolarità, gestione e sviluppo dei marchi, attività promozionali e gestione di eventi in tutto il mondo (ad esempio, il One Night Only), merchandising, e funzioni di supporto e controllo per le altre società del Gruppo.

La società adotta un modello di governance tradizionale, che si compone di un Consiglio di Amministrazione, un Collegio Sindacale, e una Società di revisione. Il Consiglio di Amministrazione ha l’esclusiva responsabilità della gestione dell’impresa, potendo compiere tutti gli atti per il conseguimento degli scopi sociali.

Il Collegio Sindacale è l’organo di controllo interno della società, che svolge funzioni di vigilanza sull’amministrazione della società: in particolare, vigila sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento.

Vi è infine una società di revisione, iscritta nell’apposito registro presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

È presente un Comitato Strategico di Sostenibilità, composto da un Consigliere del Consiglio di Amministrazione, dal Group Head of Legal, dall’Executive Leadership Team e dalla Direttrice di Sostenibilità del Gruppo. Il Comitato ha varie mansioni, tra cui monitorare gli obiettivi di performance, assicurare che gli impatti e i rischi sociali e ambientali siano coerenti con il business, nonché le linee guida per la gestione dei diritti umani e ambientali, e infine validare i risultati del processo di risk management.

È presente anche un Codice Etico, il quale contiene i principi etici e le regole di condotta che l’organizzazione condivide con tutti coloro che operano in nome e per conto della società. La sottoscrizione da parte dei fornitori è presupposto imprescindibile per l’instaurazione di contratti di fornitura o accordi commerciali. Esiste infine una procedura di whistleblowing per i dipendenti in caso di sospetta violazione della Policy del Gruppo, come accaduto lo scorso agosto.

Giorgio Armani Operations S.p.A. è invece la società industriale e produttiva del gruppo Armani, la quale si avvale di produttori e confezionatori esterni per produrre le collezioni di moda, di abbigliamento e accessori per i marchi del gruppo stesso. Oltre alla sede amministrativa a Milano, la società detiene nove sedi produttive in Italia. Essa agisce come unico responsabile della produzione dei beni a marchio Armani, essendo infatti la controllata della capogruppo Giorgio Armani S.p.A. Una volta realizzati i prodotti, il gruppo Armani li distribuisce direttamente ai clienti finali attraverso il canale retail; la distribuzione wholesale si rivolge invece a operatori commerciali al dettaglio.

Il sistema di governance ha la stessa struttura della società Giorgio Armani S.p.A., avendo dunque un Consiglio di Amministrazione, un Collegio Sindacale e una società di revisione regolarmente iscritta nel registro dei revisori legali presso il MEF.

A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, il Gruppo ha perseguito una serie di investimenti azionari al fine di aumentare il controllo sulla qualità e sulla distribuzione dei prodotti; con una joint venture iniziale con la società giapponese Itochu Corporation nel 1987, il Gruppo ha successivamente acquisito la maggioranza di Antinea S.p.A.per la produzione e Simint S.p.A. per la produzione e la distribuzione. Nel 2000 viene costituita TRIMIL, una joint venture con il Gruppo Zegna, di cui il 51% Armani e il 49% Zegna, per la produzione e distribuzione della linea maschile Armani Collezioni. Inoltre, nel 2008 il Gruppo ha assunto la proprietà dell’80% delle quote societarie della Pallacanestro Olimpia Milano.

Infine, lo scorso agosto Giorgio Armani ha acquistato la Capannina di Franceschi, a Forte dei Marmi, per molti considerato come il suo ultimo “gesto d’amore”: è proprio a Forte dei Marmi che Armani conobbe Sergio Galeotti negli anni Sessanta.

Le partnership e le licenze

In tema di licenze e partnership, nel 1988 il Gruppo stabilisce un accordo con la società francese L’Oréal: si tratta di una licenza per sviluppare e commercializzare delle linee di profumi, prodotti per la cura personale e cosmetici di alta gamma con il brand italiano. Oltretutto, nel 2018 tale licenza è stata rinnovata fino al 2050.

Nel 2005 nasce l’accordo con EMAAR Properties: in base all’accordo, la società Giorgio Armani S.p.A. ha concesso una licenza a lungo termine a EMAAR Hotels & Resort LLC per la gestione di una serie di hotel e resort di lusso, in base al quale EMAAR sarebbe pienamente responsabile degli immobili, della costruzione, della gestione e delle operazioni, mentre Giorgio Armani supervisionerebbe tutti gli aspetti relativi a contenuti, design e stile, compresi interni e servizi.

Nel 1988 ha inizio la prima collaborazione con Luxottica, una licenza esclusiva per la produzione e la distribuzione di occhiali; nel 2003 l’accordo terminò a causa di “diverse priorità strategiche”. Nel marzo del 2003, il Gruppo ha conferito a Safilo una licenza pluriennale per la produzione e distribuzione mondiale delle collezioni di occhiali Giorgio Armani ed Emporio Armani. L’accordo è successivamente scaduto nel 2012, e il Gruppo Armani ha firmato, nuovamente con Luxottica, un contratto esclusivo di licenza per il design, la produzione e la distribuzione degli occhiali dei marchi del Gruppo. Nel 2022 il Gruppo Armani ed EssilorLuxottica, già Luxottica, hanno rinnovato per 15 anni l’accordo di licenza per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione a livello globale di occhiali con i marchi del Gruppo.

La sostenibilità

Negli anni Giorgio Armani ha dimostrato una forte attenzione al sostegno di progetti e associazioni sostenibili, tra cui le iniziative del FAI e altri progetti in collaborazione con Green Cross International, UNICEF e con la J/P Haitian Relief Organization. Nel 2021 Armani ha rafforzato il suo impegno culturale diventando socio fondatore sostenitore della Fondazione Teatro alla Scala di Milano. L’anno successivo, durante la Fashion Week di Milano, ha scelto di far sfilare le sue collezioni Giorgio Armani senza musica, in segno di rispetto verso le persone coinvolte nel conflitto in Ucraina.

Per rafforzare il suo impegno verso la sostenibilità, Giorgio Armani ha inoltre eliminato le pellicce animali e l'uso di angora da tutte le proprie collezioni. Nel 2018 viene lanciato il logo Armani Sustainability Project, applicato a tutti i prodotti del Gruppo che rispondono a precisi requisiti di sostenibilità. A questo si è affiancato l'Armani Development Program, un'iniziativa destinata alla formazione e alla crescita dei dipendenti del Gruppo, e l’apertura del primo Armani Green Outlet, realizzato con materiali riciclati e riciclabili.

Nel 2020, in occasione di Milano Fashion Week, Emporio Armani ha presentato una selezione di abiti e accessori realizzati con materiali riciclati. Nasce infine l'Emporio Armani Green Project, dedicato alla riforestazione e all’ampliamento del verde in alcuni luoghi dove il brand è presente e opera.

Controversie legali: l’amministrazione giudiziaria di GAO S.p.A. e la multa dell’AGCM

Ad aprile 2024, il Tribunale di Milano ha disposto un anno di amministrazione giudiziaria per la controllata Giorgio Armani Operations S.p.A.; dalle indagini è risultato un presunto sfruttamento del lavoro, attraverso l’utilizzo negli appalti per la produzione di opifici abusivi e il ricorso a manodopera clandestina.

Alla Giorgio Armani Operations S.p.A. non è stato contestato il cosiddetto reato di caporalato, l’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ex articolo 603-bis del Codice Penale: tale reato è stato imputato alle società terze, le quali, come recita il comma 1 numero 2) dell’articolo, hanno utilizzato, assunto o impiegato manodopera, anche mediante l'attività di intermediazione di cui al numero 1), sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento e approfittando del loro stato di bisogno.

La GAO S.p.A., però, è stata ritenuta responsabile di non aver colposamente prevenuto e arginato fenomeni di sfruttamento lavorativo nell’ambito del ciclo produttivo, e non sarebbero state prese misure idonee alla verifica delle reali condizioni lavorative ovvero delle capacità tecniche delle aziende appaltatrici. Ne consegue che la carenza di modelli organizzativi ex d.lgs. 231/2001 e la presenza di sistemi di internal audit inefficaci hanno integrato i presupposti di cui all’art. 34 d.lgs. 159/2011 (il cosiddetto Codice Antimafia).

Si è trattata comunque di una misura preventiva e non punitiva, senza alcuna conseguenza penale per la GAO S.p.A. Infatti, con 45 giorni di anticipo, l’amministrazione giudiziaria è stata revocata a seguito del “virtuoso percorso compiuto dalla società nel solco delle prescrizioni impartite dal tribunale”, secondo quanto emerge dalla nota del presidente del Tribunale Fabio Roja.

In tema di sanzioni, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha irrogato alle società Giorgio Armani S.p.A. e Giorgio Armani Operations S.p.A. una sanzione di 3,5 milioni di euro per pratica commerciale ingannevole, attuata dal 22 aprile 2022 al 18 febbraio 2025. Le due società avrebbero infatti reso dichiarazioni etiche e di responsabilità sociale non veritiere e presentate in modo non chiaro, specifico, accurato e inequivocabile.

Dalle indagini è emerso che le società hanno enfatizzato l’attenzione alla sostenibilità tanto da diventare uno strumento di marketing utilizzato per rispondere alle aspettative dei consumatori: lo scopo, secondo l’Autorità Garante, è quello di “aumentare la percezione positiva del brand dal punto di vista della sostenibilità, e dal punto di vista commerciale portare il cliente a fare acquisti consapevoli anche dei valori veicolati attraverso i prodotti”.

Oltretutto, è emerso che i subfornitori dei fornitori delle due società per la produzione di borse e accessori hanno rimosso i dispositivi di sicurezza dai macchinari per aumentare la capacità produttiva, ponendo a grave rischio la sicurezza dei lavoratori.  

Il futuro della società: la Fondazione Giorgio Armani

Giorgio Armani aveva in mente già da tempo la successione societaria: la Fondazione Giorgio Armani, infatti, fu creata sia per promuovere progetti di pubblica utilità, sia per garantire la stabilità della governance del Gruppo anche in futuro. Si tratta di un ente guidato da un consiglio a tre, composto da Giorgio Armani, Pantaleo Dell’Orco, ritenuto “luogotenente dello stile” dallo stesso Armani, e Irving Bellotti. Per la sua costituzione, Giorgio Armani ha versato lo 0,1% della Giorgio Armani S.p.A., per un valore nominale complessivo di 10 milioni di euro, oltre a un versamento aggiuntivo di 200 mila euro.

Con l’apertura del testamento, è emerso che il 100% delle quote del Gruppo Armani passerà alla Fondazione. La Fondazione – che già deteneva lo 0,1% – ha ricevuto la piena proprietà del 9,9% delle quote, pari al 30% dei diritti di voto, e la nuda proprietà del restante 90%. L’usufrutto sul 30% delle quote e il 40% dei diritti di voto spettano invece a Pantaleo Dell’Orco, mentre il resto dei diritti di voto è suddiviso tra Silvana Armani e Andrea Camerana.

Per quanto riguarda il futuro del Gruppo, nei prossimi anni è prevista l’entrata di un grande gruppo del lusso e della moda nel capitale societario, oppure, in alternativa, la quotazione in Borsa. Il primo step è la cessione entro 18 mesi del 15% della società a colossi come LVMH, EssilorLuxottica, L’Oréal o simili. Successivamente, su impulso della Fondazione e con l’accordo di Dell’Orco, tra il terzo e il quinto anno dall’apertura del testamento dovrà avvenire la cessione di un’ulteriore quota, compresa tra il 30% e il 54,9%, al medesimo acquirente. In questo modo, il nuovo partner potrà arrivare alla maggioranza assoluta del capitale.

Qualora tale seconda vendita non si concretizzasse, Armani ha previsto come alternativa la quotazione della società su un mercato regolamentato, da realizzarsi entro cinque anni dall’apertura del testamento e in ogni caso non oltre otto anni. Anche in caso di IPO, la Fondazione manterrà sempre almeno il 30,1% delle quote, con l’obiettivo di assicurare stabilità e continuità nella gestione.

Nel testamento sono stati fissati anche i principi fondanti che dovranno guidare l’azione della Fondazione: la gestione delle attività in modo etico e trasparente, la ricerca di uno stile essenziale, moderno ed elegante, e l’attenzione all’innovazione, all’eccellenza e alla qualità del prodotto.

Conclusione

La storia di Giorgio Armani non è solo quella di un imprenditore di successo, ma il racconto di un uomo che ha saputo cambiare le regole di un intero settore. A conferma di ciò, ha ricevuto numerosi riconoscimenti negli anni: nel 1982, sette anni dopo la costituzione della società, la rivista Time gli dedica la copertina. Nel 1986 viene insignito del titolo di Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; nel 2008 ha ottenuto la Légion d'honneur, massima onorificenza attribuita dalla Repubblica francese; nel 2021 ha ricevuto il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito dal Presidente della Repubblica italiana. Infine, la Zecca dello Stato ha celebrato Giorgio Armani come eccellenza e icona dello stile italiano nel mondo, dedicandogli quattro monete in edizione limitata.

Diversamente da molti altri stilisti italiani, Armani non ha mai voluto cedere la sua azienda: mentre Gucci, Valentino e Versace sono passati sotto il controllo di gruppi stranieri, lui ha mantenuto fino all’ultimo il pieno controllo, rifiutando la quotazione in Borsa. Nel suo testamento, però, ha disposto un piano di lungo periodo che prevede, in alternativa, l’ingresso graduale di un grande gruppo internazionale o la quotazione entro otto anni. Si tratta di un compromesso tra il mantenimento dei principi fondanti del Gruppo e un mercato sempre più dominato da multinazionali.

Come lo stesso Armani aveva affermato: “l’indipendenza è uno dei valori fondamentali di tutto ciò che ho creato e certamente quello che ho difeso più tenacemente, fino all’ostinazione”. Ma aveva anche aggiunto di non voler “escludere nulla, perché il successo del mio lavoro è sempre dipeso dalla capacità di adattarmi ai tempi che cambiano”. Oggi, con il piano successorio delineato, il Gruppo Armani si avvia a mantenere la propria identità e autonomia, aprendosi al tempo stesso a nuove prospettive di crescita globale.


Bibliografia

La storia del Gruppo Armani: https://armanivalues.com/it/overview/la-nostra-storia/






Partnership con EMAAR Hotels & Resorts LLC: https://www.hospitalitynet.org/news/4023388.html






Sanzione per pratica commerciale scorretta: https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2025/8/PS12793


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